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Mobbing, Stalking e Bullismo: la tolleranza quale causa

by Redazione
“Viviamo nell’epoca dell’affermazione dissacrante di se stessi a discapito della presenza e del volere degli altri.”
Nel percorrere la strada che conduce all’analisi criminologica di questi  comportamenti devianti (devianti e non criminali giacchè non possiamo considerarli dei crimini per il fatto che non esistono ancora, in Italia, delle precise fattispecie penali, fatta eccezione per lo stalking che è stata normata recentemente, appena nel 2009), mi sono accorta che essi hanno una base comune  che contribuisce sia all’insorgenza che all’efficacia riguardo alla possibilità di vittimizzare un soggetto. Il mobbing ed il bullismo da fenomeno circoscritto a due individui (il mobber/bullo e la vittima) può essere letto prima come fenomeno di gruppo e come fenomeno culturale, espressione di una società in cui, di fatto, sono dominanti i valori della sopraffazione e dell’arbitrio del più forte sul più debole, in cui i modelli vincenti spesso veicolati anche attraverso i mass media, sono quelli dell’arroganza e del non rispetto per l’altro. In questa accezione anche lo stalker sarebbe il risultato di un modo di concepire se stessi come al di sopra di tutto, e tutti e quindi anche delle volontà altrui. Gli strumenti di autoaffermazione, analogamente al mobbing e al bullismo, anche nello stalking si erge sulla Supremazia del più Forte!
A cura di Monica Di Sante